In Giappone è il Kintsugi, l’arte di riparare un oggetto di ceramica con l’oro, per evidenziare e valorizzare la frattura piuttosto che nasconderla.

Il difetto va impreziosito.

E’ l’elogio dell’imperfezione, un principio che la vicentina Chiara Riccò, 24 anni, neolaureata con 110 e lode allo Ied di Torino in Design del gioiello ha applicato al corpo umano e all’arte, riuscendo a trasformare un handicap in un valore aggiunto. Così è nato, dopo mesi di studio, l’apparecchio cocleare per non udenti pensato per essere mostrato con orgoglio, persino indossato nelle sfilate. Un impianto trattato come un accessorio di lusso, vistoso, ricco, moderno. Alla moda. Per ora è un prototipo, ma già perfettamente funzionante…

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