«Ho sempre pensato – scrive Marino Bottà – che i problemi nell’inserire le persone sorde nel lavoro non fossero riconducibili alle loro difficoltà, bensì all’inadeguatezza professionale di chi aveva il compito di presentarli alle aziende. Sarebbe dunque utile formare gli operatori dei servizi pubblici e privati, che si occupano di inserimento lavorativo, e  nel contempo invitare le Associazioni ad attrezzarsi, al fine di supplire alle carenze del sistema di collocamento delle persone sorde, e in generale delle persone con disabilità»…

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